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Come citare

Utilizzare nella propria tesi brani scritti da altri non solo è lecito, ma in molti casi opportuno: è molto improbabile che l’argomento discusso nella tesi non sia già stato affrontato da autorevoli studiosi, e la tesi stessa risulterebbe lacunosa se non se ne riportasse il pensiero.

In simili situazioni, riportare testualmente brani tratti da libri, riviste scientifiche o siti Internet, è perfettamente appropriato. Non solo: l’abbondanza di citazioni è indice di una adeguata conoscenza della letteratura sull’argomento e, pertanto, di competenza. L’importante è che il lettore sia messo in grado di capire con chiarezza quali parti della tesi sono testi altrui, chi ne è l’autore e da quale fonte sono tratte.
Dunque, è sufficiente rispettare poche regole per evitare di commettere un plagio.

La prima di queste consiste nell’inserire tra virgolette il testo citato, che deve essere riprodotto fedelmente. Eventuali omissioni di brani non pertinenti al contesto vanno segnalate inserendo tre punti, racchiusi o meno tra parentesi quadre, in questo modo: [...].

Ogni citazione deve essere accompagnata, in nota o nel testo, dall’indicazione della fonte, che normalmente è composta da: cognome dell’autore, anno di pubblicazione, numero della pagina contenente il testo citato. Tutte le fonti alle quali si fa riferimento in questo modo devono essere inserite nella bibliografia.
La corretta e puntuale indicazione della fonte è necessaria anche per brani tratti da Internet, e anche se questi non sono protetti da diritto d’autore. In questo caso, andrà indicato l’indirizzo (Url) completo della fonte. Inoltre, quando si citano fonti Internet è buona norma indicare la data in cui ne è stata effettuata la consultazione, dal momento che queste possono cambiare nel tempo.
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